MANI D’ORO – Emanuela Monti

I #MOSAICI di EMANUELA MONTI
Palazzo Rasponi dalle Teste
7 DICEMBRE 2018 | 13 GENNAIO 2019

a cura di Dusciana Bravura

Personale dell’artista mosaicista EMANUELA MONTI (1968-2011), collaboratrice di Marco Bravura e Dusciana Bravura.
Il tema è quello dell’oggetto di (finta) oreficeria, prezioso e luminoso, ma giocato in scala macro o ispirato ironicamente alle maschere tribali e ai gioielli della corona d’Inghilterra. L’ispirazione, gioiosa e vitale, guarda all’arte Pop.

La cifra stilistica è quella del virtuosismo, con inserti di #micromosaico e pochissimi interstizi. L’artista con mano ferma compone un ductus musivo di estrema raffinatezza e complessità.
Sono opere prodotte per una urgenza personale, non pensate necessariamente per una mostra e presentate per la prima volta al pubblico.
La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e dal Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna.

– INAUGURAZIONE: venerdì 7 dicembre ore 17.30

– ORARI FERIALI: 15.00 – 18.00
– SABATO E FESTIVI: 11.00 – 18.00

CHIUSO IL 25 DICEMBRE E IL 1 GENNAIO
La mostra sarà aperta fino a domenica 13 gennaio.

MADRI di Sara Guberti

Inaugurazione Mercoledì 5 Dicembre 2018 alle ore 19.00

Bibliothè Contemporary Art – via Celsa 4/5 – ROMA

L’esposizione resterà aperta fino al 12 Gennaio 2018

Orario: dal lunedì al sabato: 11.00/23.00

Info: (+39) 06 6781427

https://www.facebook.com/events/366797900549412/

Appuntamento della rassegna Signum con un’opera unica di Sara Guberti.

MADRI

Testo di Vicki Noble

a cura di Francesco Gallo Mazzeo

con il coordinamento di Enzo Barchi

Signum

Francesco Gallo Mazzeo

Nome è l’impronta maggiore che si possa dare ad ogni giusta, vera,

persona, per portarla fuori dalla negatività, dalla assenza,intesa

come dispersione, dissolvimento, dovuto alla mancata nascita o

alla morte, della leva vocativa capace di sollevare caos in mondo e

nel caso specifico di suscitare, la quiddità, la personalità, la spiritualità,

che sta sul verbo, senza di cui non è possibile la parola, il lievito

di un pensiero, l’innalzarsi metafisico, astrattivo, sulla folla visibile.

Un assolvimento cronologico, storico, necessario, per dare fondazione

per dare alimento ad ogni furore, che possa essere profetico, che

possa essere rituale, che possa essere poetico, che possa essere passionaleimo

atto di nascita di invisibile che diventa visibile, di potenza che si fa atto.

Stile come cultura che è conoscenza e comprensione, come lo

sono storia e filosofia, unite insieme in una tensione asimmetrica,

a dare profondità nello stesso momento in cui s’aspira all’atto,

alla vocazione al gesto orientato, come premessa e conseguenza di

una conoscenza, che è confidenza verso l’ignoto, che continua ad

essere tale, anzi prosegue la sua distinzione in lungo e in largo,

tanto più, quanto più s’allunga un raggio di luce e il suo diametro.

Una conferma vale una lievitazione, che è una conseguenza della

vita e quindi della vitalità, che non cessa mai di dare segni, miti,

di quanto sia necessario avere radici, per innalzamento e per un

cammino, che deve diventare mappa,  perché tutto ciò che è vuoto 

deve sempre confrontare il noto con l’ignoto, perché poggia su entrambi

l’alternarsi di luce ed ombra, come essenzialità di ogni codice

che esige la forza tetragona dell’esegesi e la leggerezza dell’allegoria.

Poetica è affiancamento dell’effimero al sostanziale, lingua e parola,

più che mai essenziale, appartenente ad una metafisica delle conoscenze

che permette al contenitore spirituale di essere tale, diventando laboratorio

ideale e reale della fantasia, nelle sue oscillazioni sul bello che

è misura e simmetria, sul sublime che è infinitudine e ineffabilità,

ma che hanno in comune il tessuto stellare dell’armonia, che

permette al piccolo di stare col grande e allo sconfinato di colloquiare

con l’infinitesimale, in una misturazione alchemica e sapienziale.

Attualità come scorrimento, come temporalità, che per quanto

abbia virgole e punti e cronologia discontinua e non sistematica,

ha una sua propria scivolosità che fa percepire più come concettualità

che non come effettività, perché nel momento dell’accadimento non

è coscienza e quando diventa coscienza appartiene ad un passato,

appena accennato, ma ciò nonostante, inesorabile, all’imprescindibile.

Scoperta è la ribalta dell’inattesa, una illuminazione magica, altra,

nella misura temporale dell’ordinanza, originarietà di un cammino di idee

e continuità che sono coperte da polvere, da caligine, da colpe e chimere,

come le idee platoniche, vengono musicate, significate, visibilizzate,

tattilizzate, ammesse nel circolo delle virtù, che sono cardini per stare

nel mondo, da sole, nella verticalità della mistica e della leggerezza

come itineraria, nella orizzontalità, come salire montagne, andare

per stelle e incontrare se stessi in forma difforme, d’uno e di tutti.

E Pluribus unum, nel segno di una ricerca continua, di una scalare

immensa fede nell’universo, che contiene tutto e che muoviamo in

via psicologica, per aggiungerci ed affermare certezze, dell’hic et nunc,

mentre l’ignoto è in mezzo a noi, motore immobile, altro, oltre, di vita.

Nella confidenza che il tempo dei cicli stia concludendo, la rivoluzione

e alla fase di discente di Kali yuga nel segno dell’acquario e subentri

quello ascendente, verso l’intelligenza, la grazia, nel cuore del sapere.

Specchio, non significa immobilità, tutt’altro, vuol dire sguardo mobile,

magico, sulla transizione, sulla velocità di porta e trasporta, carro con

una carica di attualità, che spesso non permette una vera conoscenza,

ma una presentazione a mezzo ludico e tragico, in forma tremolante

di schemi che si affollano da tutte le parti, esaltando e deprimendo,

in forma plastica che non prevede assestamenti, perché lo spettacolo

continua, ma non è sempre lo stesso, non è più quello, uno qualsiasi.

L’unica cosa che sappiamo è appunto, che l’ignoto si espande, è grande,

sempre più grande e lo stesso concetto di perimetro diventa insignificante,

macinando teorie su teorie, metafore su metafore, annunciandoci

territorialità “assurde” energie oscure, rispetto a cui I tempi del cielo, della

volta celeste, del firmamento erano risposte a domande e non domande (…).

Enigma  come universo sconosciuto che contiene imprevisti, forme e

contenuti instabili, di cui non conosciamo l’origine, né il destino,

lo vediamo solo un tratto di percorso, troppo breve per conoscerlo,

ammesso che ci convenga farlo nostro e non averlo sempre come

fascinoso orizzonte in grado di scatenare la nostra fantasia e

non farla rinchiudere in una monade, senza più porte, né finestre.

É stato oro, è stato argento, è stato bronzo, continua ad

essere ferro, anche se lo chiamiamo in modi diversi, perché tratta

sempre dello smarrimento, in un sublime che si espande, si espande

e ci lascia con sempre nuovi interrogativi, perché tutto tende a

scivolare, ma verrà un giorno, un mese, un anno, per alzare lo sguardo .

Verranno un giorno pensieri e forme, perfettamente espresse, come

la verità prima che le oscurità e le profondità la coprissero e

riprenderanno, in eterna primavera, con radici profonde di terra

e terra, fronde e fronde, fiori e fiori, imperturbabili come firmamenti.

MADRI

Le invocazioni visive eseguite da Sara Guberti alla feroce dea indiana Kali sono attuali e originali, i suoi grandi dipinti esprimono una selvaggia energia devozionale senza tuttavia sacrificare un certo senso ironico dell’umorismo. La stessa Kali è un profondo paradosso, essendo conosciuta come una madre piena di compassione ma anche come una feroce forza distruttrice. Questa ambiguità di Creatrice-Distruttrice appartiene non solo a Kali, ma al concetto stesso di Dea in generale. I colori rosso, nero e bianco prediletti dalla Guberti sono comuni alle culture matriarcali e indigene di tutto il mondo, si riferiscono alla Divinità Antenata Femminile. “Nascita, morte e rigenerazione” è stata la frase usata dalla studiosa di origine lituana-americana Marija Gimbutas per descrivere la Dea della vecchia Europa; scavi archeologici in Grecia e nei Balcani hanno rivelato la pacifica preistoria matriarcale che esisteva prima della nascita di qualsiasi stato patriarcale. Questa antica “Civiltà della Dea” si sviluppò lungo il Danubio in quella che veniva definita da Gimbutas come “Vecchia Europa”, sostenitrice di una organizzazione sociale egualitaria, centrata sulla donna, per quattromila anni prima che ondate di invasori indoeuropei la debellassero.

Guberti ama giocare con la scrittura, che è anche in sintonia con le prime culture della Dea della Vecchia Europa, dove il testo veniva usato per decorare figure femminili, ceramiche, pesi da telaio e spirali del fuso fin dal primo periodo. Il testo indecifrato del Danubio è considerato come sacro; a differenza delle scritture successive dell’Egitto e dei Sumeri, la vecchia scrittura europea non veniva usata per mantenere una traccia di ciò che era tenuto nei magazzini o scambiato attraverso il commercio. La vecchia scrittura europea ha una sorprendente somiglianza con la famosa “Scrittura dell’Indo” della civiltà della Valle dell’Indo-Sarasvati, iniziata in epoca preistorica e poi evolutasi in una fiorente cultura urbana nel terzo millennio avanti Cristo.

Vicki Noble autrice del libro : Il risveglio della Dea

BIOGRAFIA

Sara Guberti si è diplomata all’istituto d’arte per il mosaico sucessivamente all’Accademia di Belle arti di Bologna Clementina con la tesi : IKCON, la diluizione del tempo nell’arte spirituale e l’artista contemporaneo. Immagini visibili e invisibili. L’aspetto spirituale è sempre stato per l’artista di fondamentale importanza sia nella ricerca artistica che nella vita. Ha vissuto diversi anni in India tra Benares e Mumbai oscillando tra i mondi materici e conoscendo parte di quelli spirituali.

È interessata da diversi anni nella ricerca del reale potenziale femminile, estorcendolo dall’ impianto sociale che in molti luoghi nel mondo lo vuole assente.

La ricerca artistica iniziò quando scoprì che nel passato tutte le Madonne erano tutte nere, erano il simbolo della terra fertile erano sciamane artiste e lungimiranti e che l’ordine religioso le cambiò verniciandole con la belle rosea dandole la valenza sociale rivolta allo spirituale e alla castità.

Da quell’anedotto si aprì la ricerca e trasversalmente trovò che altri ordini religiosi avevano fatto lo stesso gioco per tenere il potere in quanto la donna aveva la facoltà di decidere molto sulla vita e aveva caratteristiche non facili da raggiungere.

Erano artiste, lungimiranti libere e si aiutavano nei segreti che la vita quando partorivano.

Le donne a differenza del maschile si riconoscono, sono diramate tra di loro, portano dentro la memoria quello che hanno vissuto le altre.

Per loro non è facile uccidere partorivano i figli per il mondo. Gli ordini religiosi con metodologie diverse cercarono di riabassare la forza femminile tanto da subordinarla al maschile e le donne cominciarono a fare i figli degli uomini. Istigando al senso di colpa, l’infibulazione, ai vestiari che non le rappresentassero ma le annullassero.

Queste decisioni portarono il maschile e il femminile in serio sbilanciamento e fu rotta la chiave di evoluzione che e’ necessaria per essere serena e felice .

Le due parti non comunicavano più in fratellanza e neanche oggi in molte zone del mondo.

Questa ripercussione dove vede il maschile prendere le decisioni più importanti a livello politico e sociale mancano spesso di sana visione di protezione al prossimo e di distribuzione delle risorse che la nostra madre terra ci dona con voce silente.

Il Dis-ORDINE CERCA CASA

A pochi giorni dall’ultima entusiasmante esperienza nella città gemella di Chartres il Dis-ORDINE cambia casa. Dall’ ex-convento cappuccino sede della Fraternità San Damiano in via Oberdan, 6 si trasferisce in via Venezia, 26. Il direttivo dell’Associazione saluta e ringrazia Padre Claudio Ciccillo e i suoi collaboratori per l’ospitalità concessa con un’opera dedicata a San Damiano, realizzata a più mani dai maestri del Dis-ORDINE, Mauro Bartolotti, Fulvio Fiorentini e Edoardo Missiroli. Il nuovo locale che ospiterà provvisoriamente materiali, documenti e opere che l’Associazione ha concretizzato nei suoi quasi tre anni di vita è una piccola stanza concessa momentaneamente nei locali della cooperativa  Villaggio Globale da Andrea Caccìa.

Una piccola opportunità per continuare ad avere un punto di riferimento per le giovani generazioni di artisti che stanno apprezzando sempre di più la condivisione di esperienze e progetti, sicuri delle loro scelte, ma ancora in cerca di conferme e consigli. Ringraziamo Andrea Caccìa del Villaggio Globale, ma siamo certi che la città può fare di più per valorizzare l’impegno volontario per la cultura, risorsa fondamentale per una città d’arte. Serve uno spazio multifunzionale che si possa usare come laboratorio, archivio, esposizioni, dimostrazioni, consulenze e scambi intergenerazionali. Un’officina dinamica aperta al dialogo con tutte le realtà artistiche e formative della città.

“Dis-ORDINE è la nostra creatura, l’abbiamo creata noi ex insegnanti ed ex allievi delle scuole d’Arte della Provincia di Ravenna, proprio per difendere questo nostro patrimonio che è sempre dimenticato e lasciato morire. Una voce distinguibile detta all’orecchio delle amministrazioni comunali e statali, un tentativo di preservare il patrimonio culturale artistico, il saper fare tramandato nei secoli in tutti i settori dell’Arte e, in particolare modo, del Mosaico, disciplina che contraddistingue Ravenna, universalmente conosciuta come la Città dei Mosaici, patrimonio dell’umanità. In poco tempo si sono affiliati numerose persone, allievi ed ex allievi, insegnanti ed ex insegnanti, simpatizzanti e cittadini sensibili, molti giovani volonterosi alcuni dei quali hanno recentemente partecipato all’esperienza di Chartres dove abbiamo portato l’opera da noi promossa e progettata, realizzata da tutti i mosaicisti di Ravenna con l’aiuto di tante altre persone coinvolte. Giovani ai quali, un giorno, passerà il testimone dell’associazione che speriamo di lasciare, più tardi possibile, ma nelle migliori condizioni possibili. Ci batteremo strenuamente portando, con la nostra indomita passione di un’intera vita, la voce di chi viene reiteratamente dimenticato. La Città ha sempre avuto una vocazione artistica/turistica, soprattutto per il Mosaico, ma non solo, ed è per questo che, assieme, unitamente agli amministratori rappresentanti di tutti i cittadini, dovremmo cercare di incentivarla. Continueremo a lottare fino a quando non saremo sicuri di aver raggiunto i nostri obiettivi. Siamo in cerca di una sede adeguata alle nostre esigenze che, al giorno d’oggi, vertono, oltre che nelle rivendicazioni di politica culturale, anche nella realizzazione (no profit) di manufatti artistici atti a migliorare l’aspetto della Città. Siamo in attesa che qualcuno ci ospiti gratuitamente mettendoci a disposizione dei locali nel centro cittadino con spazi espositivi, laboratorio, uffici e spazio per comunicati e riunioni. Confidiamo di poter ottenere l’aiuto di persone sensibili al pari nostro e eventuali sponsorizzazioni per le nostre attività!”

Fulvio Fiorentini – ex-Insegnante Liceo Artistico P.L.Nervi – Istituto d’Arte per il Mosaico G.Severini

“L’arte non dorme mai. L’esperienza che ci ha condotto a Chartres con il Dis-ORDINE è stata entusiasmante. La città parlava di arte ad ogni angolo e si mostrava senza paura. Ravenna, città del mosaico, non riconosce del tutto la bellezza che conserva e a volte si presenta a porte chiuse quando invece dovrebbe parlare da sola, senza bisogno di manifesti o volantini, perché la migliore pubblicità è l’arte stessa. Il mosaico deve essere considerato il suo biglietto da visita. “L’arte non dorme mai” deve rimanere viva nella città per essere tramandata alle generazioni future che avranno il compito di conservare il nostro presente, come noi cerchiamo di conservare e integrare il nostro passato.”

Chiara Sansoni – Laureanda Conservazione dei Beni Culturali RAVENNA, ex-Allieva Liceo Artistico Nervi-Severini RAVENNA

“Da un anno a questa parte collaboro in maniera attiva con l’Associazione Dis-ORDINE, un’associazione molto organizzata, con la quale ho potuto fare esperienze ricreative e lavorative, dove il mosaico ha elevato il ruolo del linguaggio. I Soci Dis-ORDINATI, mettono a completa disposizione le loro valide competenze, al fine di creare una rete, sempre più estesa, di contatti fra persone motivate e disposte a condividere solidarietà; rafforzando lo spirito musivo ravennate, il quale, affascina tutte le anime artistiche…e non.”

Giorgia Baroncelli – Allieva Accademia di Belle Arti di Ravenna, ex-Allieva Liceo Artistico Nervi-Severini RAVENNA

“L’esperienza vissuta a Chartres è stata meravigliosa, una di quelle esperienze dove puoi solamente imparare qualcosa, portarlo a casa e custodirlo per sempre.”

Clarissa Nuzzi – Allieva Accademia di Belle Arti di Ravenna, ex-Allieva Liceo Artistico Nervi-Severini RAVENNA

“Grazie all’Associazione Dis-ORDINE e a chi ne fa parte ho scoperto in me grandi passioni che non pensavo di avere. Dall’esperienza a Chartres, oltre alle meraviglie che ho visto, mi porto a casa la consapevolezza che non sono importanti le parole, ma le relazioni tra le persone. Sarebbe bello che l’associazione Dis-ORDINE, in una città come Ravenna, avesse la possibilità di far conoscere al maggior numero di persone, piccole e grandi, la bellissima arte del mosaico. Io ci sono!”

Gabriela Rigoni – ex-Allieva Liceo Artistico Nervi-Severini RAVENNA

“Solo grazie all’associazione Dis-ORDINE ho potuto partecipare ad eventi estremamente educativi sia a livello artistico che umano. Di questo può essere d’esempio la bellissima esperienza vissuta a Chartres, dove ho potuto condividere pensieri su opere d’arte e luoghi stupendi! Penso, dunque, che sia un dovere della città sostenere l’espansione dell’associazione Dis-ORDINE, dove l’arte del mosaico è motivo di aggregazione, socializzazione e scambi interpersonali!”

Cristian Sansavini – ex-Allievo Liceo Artistico Nervi-Severini RAVENNA

“Dis-ORDINE esprime già nel nome il movimento, l’impeto, e quella spinta creativa che l’associazione ha portato con sé in rappresentanza a Chartres. Personalmente sono grata di aver potuto essere una dei portavoce della mia città in uno scambio artistico e culturale così importante, un’esperienza in cui ognuno ha dato il proprio contributo individuale. Si è creato un legame forte con una città altrettanto ricca di persone che rispettano l’arte del mosaico e se ne prendono cura. Il progetto che abbiamo promosso non fa altro che sostenere  il valore e le qualità di quest’arte e delle città che lo ospitano: un linguaggio universale che in questa occasione grazie al Dis-ORDINE ha viaggiato oltre le barriere culturali.”

Serena Saporetti – Laureanda Scienze della Formazione Primaria, ex-Allieva Liceo Artistico Nervi-Severini RAVENNA

Ravenna ricorda inconsapevolmente Federico Fellini nel 25° della sua scomparsa.

Dipinto di Filippo Maestroni. Foto di Fabrizio Zani.

Ieri, 30 ottobre 2018, con la rimozione della copertura esterna del cantiere del mercato coperto in via IV novembre, la lunga teoria di personaggi in bici realizzata a cura e con il contributo esclusivo dell’Associazione Dis-ORDINE sui pannelli bianchi del cantiere, grazie alla disponibilità dell’Assessore alle Politiche Sociali Valentina Morigi e di Elio Gasperoni, lascia la stretta viuzza  del centro in cui convivono pedoni, ciclisti, biciclette, furgoni e mezzi vari in continuo transito, a stretto contatto con gli habitué dei locali seduti ai tavolini.

I dipinti, realizzati nell’aprile 2016, hanno stupito e meravigliato fino ad oggi passanti, turisti e i frequentatori della via confondendosi a pieno titolo con gli abitanti del centro, per lungo tempo fotografati e oggetto di selfie,quasi come la tomba di Dante. L’opera, realizzata dagli ex-allievi del Liceo Artistico e dell’Accademia di Ravenna coordinati da Agnese Navoni, è stata protagonista di articoli sulla stampa nazionale e internazionale, e di  videoriprese per programmi radio e tv. La prima forma di street artprovvisoria in città che ha tenuto in considerazione la particolare vocazione del luogo e delle abitudini di quanti lo vivono e frequentano.

L’intervento, pensato appositamente per quel contesto urbano e per il centro storico di una Città d’ Arte quale é Ravenna, è stato, fin dalla fase progettuale, condiviso con i commercianti contribuendo a una nuova identità della strada e dei suoi esercizi commerciali rilanciandone l’appeal e la frequentazione, facendo dimenticare il disagio provocato dal cantiere.

L’idea è stata quella di creare, sul lungo muro provvisorio bianco, abitualmente usato come luogo d’appoggio per le biciclette, un divertente caso di trompe l’oeil naturale aggiungendo bici dipinte che interagiscono visivamente con quelle reali, imprimendo al luogo un carattere di memoria con la raffigurazione di una teoria di ciclisti legati alla storia di Ravenna con i personaggi più famosi che hanno lasciato segni indelebili nella città e dalla quale hanno tratto spunto e ispirazione per le loro opere, poetiche, letterarie e artistiche, ma anche di figure meno conosciute che hanno comunque partecipato a vario titolo alle vicende cittadine.
 Altre città stanno traendo ispirazione da quest’opera per caratterizzare i propri centri storici come ad esempio Cesena e Forlì.

Uno degli obiettivi di questa nostra riflessione visiva è stato quello di annotare un piccolo promemoria delle potenzialità culturali e turistiche della città che si offrono allo sguardo e alla curiosità dei passanti, dei cittadini e degli amministratori. Si verifica oggi, casualmente, che la notizia dello smantellamento dei pannelli appare in prima pagina sulla stampa locale con l’immagine di Federico Fellini, colta da Fabrizio Zani, proprio il 31 ottobre 2018 nel 25° della scomparsa del grande maestro, ricordandolo inconsapevolmente in modo felliniano.

I pannelli, momentaneamente stivati all’interno del mercato coperto, sono pronti per essere posizionati ancora provvisoriamente in altri luoghi del centro storico continuando il viaggio in bicicletta per le vie di Ravenna.

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Dis-ORDINE A CHARTRES – 20 ottobre / 11 novembre 2018

2018: ODYSSEY DANS LE LABYRINTHE – La più grande mostra di mosaico ravennate mai realizzata.

I 169 mosaici del progetto Dis-ORDINE A PORT’AUREA in mostra a Chartres al 12° Rencontres Internationales de Mosaique.

Rafforzato il gemellaggio Ravenna-Chartres grazie a un simbolo che unisce le due città nel segno del labirinto con un mosaico realizzato da tutti gli ex-allievi delle Scuole d’Arte di Ravenna che ora operano nel mondo.

Marcello Landi, Mariella Busi, Fulvio Fiorentini, Isabella Tommasoli, Edoardo Missiroli, Barbara Morara, Aldo Bendandi, ElenaPagani, Jessica Mongiusti, Silvia Pagani, Filippo Landi, Cristian Sansavini, Gabriela Rigoni, Giorgia Baroncelli, Clarissa Nuzzi, Serena Saporetti, Chiara Sansoni, la variegata delegazione dell’Associazione Dis-ORDINE, in rappresentanza di Ravenna Capitale del Mosaico accompagnata da una lettera del Sindaco Michele de Pascale, lo scorso week end a Chartres per l’installazione temporanea del Giardino del Labirinto per il carcere di Ravenna sul prato della Saint Chapelle del Lycée Fulbert a Chartres su invito dell’Association Les 3R. Partecipi  a Chartres anche Nikos Tolis, Presidente AIMC, e Silvia Colizzi in arrivo dal 16°  Congresso Internazionale di AIMC (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei) a Paray-Le-Monial.

Il contatto con Chartres risale al coinvolgimento dell’ex-Direttore dell’Associazione Les 3R di Chartres Patrick Macquaire lo scorso anno a Ravenna in occasione delle celebrazioni del 60° Anniversario del gemellaggio Ravenna-Chartres per la presentazione del suo libro “Il quartiere Picassiette. Arte del mosaico e trasformazione sociale a Chartres”sul coinvolgimento sociale della popolazione più debole attorno al tema del mosaico e del labirinto. Armonia d’intenti tra progetti, quindi, a richiamare l’opera musiva del Dis-ORDINE a Chartres attraverso un lungo e dettagliato accordo che, con l’aiuto di Paolo Racagni, conduce la preziosa collezione del Dis-ORDINE al 12° Rencontres Internationales de Mosaique a Chartres: la prima opera musiva pensata in funzione di uno spazio che viaggia prima di essere collocata definitivamente nel luogo per cui è stata progettata. 

Con la fattiva collaborazione degli Amici di Chartres, i Presidenti delle rispettive sezioni Ugo Baldrati e Julien Bersanetti con il tramite di Claudio Suprani, la bella città francese regala alla nutrita delegazione del Dis-ORDINE una splendida accoglienza arricchendo il breve soggiorno con appuntamenti entusiasmanti fino al giorno dell’inaugurazione ufficiale del rencontres chartrainsdurante la quale, nel suo intervento pubblico alla presenza delle autorità locali, il Presidente del Dis-ORDINE prof. Marcello Landi ribadisce l’assoluta necessità di salvaguardare le specificità territoriali artistiche. Azioni combinate rivolte a consolidare e diffondere le reciproche culture locali rilanciano l’idea di un legame tra le due città nel segno di Sant’Apollinare, rappresentato a Ravenna nell’abside della Basilica di Classe con il suo mantello di api e a Chartres nella vetrata del transetto nord della Cattedrale di Notre-Dame sulla quale un foro bianco, tra tutti i colori, a mezzogiorno del solstizio d’estate imprigiona un raggio di luce solare verso un punto preciso indicato da una lastra pavimentale diversa dalle altre.

Inevitabile approvazione da parte del Comune di Chartres, rappresentato nell’occasione dal Conseiller Municipaux Jean-Maurice Duval ex-insegnante di vetrata artistica, salutato con la promessa di un rinvigorito gemellaggio tra le due città all’insegna delle arti del vetro e del mosaico anche in previsione della prossima Biennale del Mosaico a Ravenna preavvisando la necessità di anticipare i tempi per una salda ed efficace organizzazione.

Il Giardino del Labirinto rientrerà a Ravenna a metà novembre in cerca di collocazione temporanea fino alla prossima primavera 2019 in cui è prevista l’installazione definitiva di fronte alla Casa Circondariale in via Port’Aurea, 56.

Gli ex-allievi delle Scuole d’Arte di Ravenna e Provincia in Italia e all’Estero, artisti e mosaicisti più noti e meno noti che hanno concesso il loro prezioso contributo artistico al labirinto in mosaico del progetto Dis-ORDINE A PORT’AUREA sono: Anna Agati, Sara Alberani, Enrico Argelli, Elisabetta Argnani, Barbara  Arveda, Giuliano Babini, Rossella Baccolini, Nicole Balducci, Giorgia Baroncelli, Anna Bartolotti, Rosetta Berardi Lavatura, Serena Berci, Giovanna Bezzi, Micòl Bezzi, Severo Bignami, Giorgia Bocchini, Marit Bockelie, Rita Bombi, Lella Borghesi, Dalida Bosi, Eleonora Branchetti, Dusciana Bravura, Marco Bravura, Elisa Lagonegro, Mariella Busi De Logu, Stefano Cangini, Daniela Caravita, Livia Ferruzzi, Saturno Carnoli, Elena Casini, Adua Castellucci, Silvia Causin, Giampiero Cevoli, Silvia Colizzi, Sergio Cicognani, Diego Daira-Katia Mauro, Marika Dall’Omo, Laura Dalmonte, Keti Darchini-Fabrizia Vichi, Nedo Del Bene, Marco De Luca, Barbara Diani, Giada Donati, Dana Donnoli, Dorotea Drudo,Valeria Ercolani, Marijan Erste, Stefania Fogli, Gloria Foletti, Simonetta Foletti, Maria Cristina Foschini, Daniela Fruci, Debora Gaetta, Giovanna Galli, Sonia Golfari, Linda Griffiths, Francesca Grilli, Silvia Guerra, Francesca Guerzoni, Andrea Hafsi, Mauro Hafsi, Loredana Lamanuzzi, Marcello Landi, Rossana Lanzotti, Tamara Latteo, Barbara Lodoli, Bianca Lupi, Michela Manfrini, Gianluca Mazzotti, Davide Medri, Alessandra Melandri, Giulio Menossi, Jessica Mongiusti, Barbara Morara-Fabiola Mordenti-Bruna Vanoni, Adriana Morelli, Verdiano Marzi, Jessica Mascia, Edoardo Missiroli, Silvia Naddeo, Felice Nittolo, Stella Nittolo, Luciana Notturni, Clarissa Nuzzi, Adello Onofri, Elena Pagani, Michele Pagani, Giulia Pagnani, Roshanak Payrovi, Irene Pasini, Dalila Pattavino, Nira Ben David Peled, Jonatan Sato Pereira, Chiara Piovan, Diana Pocaterra, Elisabetta Papageorgiou, Maddalena Quattrocchi, Paolo Racagni, Barbara Raimondi, Maria Lucia Raimondi, Simona Righi, Gabriela Rigoni-Cristian Sansavini, Ylenia Roma, Chiara Sansoni, Laura Salvatori, Sabrina Santoro, Serena Saporetti, Suzanne Spahi, Samkia Spinazzi, Silvia Stanzani, Nicoletta Stradaioli, Tiziana Tesselli, Enzo Tinarelli, Anna Togni, Paola Turchetti, Virna Valli, Silvia Venturi, Cesare Vitali, Francesca Vitali, Brunetta Zavatti, Virginia Zanotti, Azienda Galassi-Labirinto Effimero, Fraternità San Damiano – Ravenna, Albergo Cappello – Ravenna, Fondazione Ravennantica, Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo – Ravenna (7), Laboratorio Arcobaleno – Ravenna, Istituto Ghepelling – Milano, ER Concerti – Ravenna, Mama’s Club – Ravenna, Ritmica Edera Ravenna, Musaico – Cesena (2), Koko Mosaico – Ravenna, Casa Circondariale – Ravenna (8), oltre che gli allievi delle Scuole: Scuola Elementare R. Ricci, Scuola dell’Infanzia Landoni, Scuola Elementare F. Mordani, Scuola Elementare G. Pascoli, Scuola Elementare B. Pasini, Scuola Elementare G. Garibaldi, Scuola Elementare M. Bartolotti di Savarna, Istituto Comprensivo Satta-Fais di Ploaghe e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna – Corso di Mosaico prof. Daniele Strada.

Le foto delle singole opere alla pagina Dis-ORDINE A PORT’AUREA

Il progetto generale Dis-ORDINE A PORT’AUREA, avviato in accordo con la Direttrice della Casa Circondariale di Ravenna dott.ssa Carmela De Lorenzo e sviluppato in collaborazione con LandShapes di Paolo Gueltrini, si avvale della collaborazione e del sostegno di Ministero della Difesa, Comune di Ravenna (Assessorati Cultura – Ambiente – Politiche Sociali), Regione Emilia Romagna, ORSONI Venezia, Siderurgica Ravennate, CMC e GAMA CASTELLI.

Si ringraziano per l’entusiasmante esperienza: l’Associazione Les 3R (Chartres) e l’Associazione Amici di Chartres (Ravenna).

Ravennanotizie …

Ravenna24Ore … 

 

Ultimo saluto a Nedo Del Bene

L’Associazione Dis-ORDINE porge le più sentite condoglianze alla famiglia Del Bene per la scomparsa di Nedo, oggi 8 ottobre 2018, alla Residenza Galla Placidia di Ravenna dove era da qualche tempo ricoverato.

Nedo Del Bene nasce a San Sepolcro nel 1925, si dedica alla pittura e al mosaico fin dagli Anni ’50 dopo la formazione artistica presso i corsi dell’Accademia di Firenze e a quelli di pittura e mosaico a Ravenna, con Teodoro Orselli e Renato Signorini. Dopo un breve, ma intenso, soggiorno in Francia ritorna a Ravenna e concretizza l’esperienza della grande Ecole de Parisin una fervida attività musiva e pittorica con oltre settanta mostre collettive e personali in Italia, in Europa e in Giappone.

Solo qualche mese fa Nedo Del Bene, aiutato dal figlio Marco Presidente dell’Associazione Italia-Giappone a Ravenna e docente di Storia del Giappone a La Sapienza, ha offerto il suo contributo artistico al progetto Dis-ORDINE A PORT’AUREA con un’opera da lui progettata che propone fedelmente il momento in cui Dante, nella sua Commedia, raggiunge il Paradiso e vede un punto luminosissimo attorno al quale si muovono nove cerchi concentrici, i cori angelici:

«…un punto vidi che raggiava lume
acuto sì, che ’l viso ch’elli affoca
chiuder conviensi per lo forte acume;

e quale stella par quinci più poca,
parrebbe luna, locata con esso
come stella con stella si collòca.»

Divina Commedia, Paradiso, Canto XXVIII 

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Severo Bignami e Saturno Carnoli per il Dis-ORDINE A PORT’AUREA

Una testimonianza degli ex-insegnanti dell’indimenticabile Albe Steiner

per il Giardino del Labirinto di Ravenna.

Non poteva mancare nel progetto Dis-ORDINE A PORT’AUREA una testimonianza dell’indimenticabile Albe Steiner di Ravenna con la partecipazione degli ex-insegnanti Severo Bignami e Saturno Carnoli.

L’Albe Steiner di Ravenna, attiva dal 1970 al 1998, era uno dei Centri di Formazione Professionale più importanti della Regione Emilia Romagna nel settore dell’artigianato artistico: dalla ceramica al mosaico, dalla grafica pubblicitaria al marketing al design. Una scuola tecnico-professionale all’avanguardia come poche in Italia con esperienze didattiche rivoluzionarie nel contenuto e nel metodo.

Bignami, uno dei primi allievi dell’ex-Istituto d’Arte per il Mosaico, e Carnoli, tra altri, ne hanno intrapreso gli inizi nella città Capitale del Mosaico con particolare sensibilità verso il linguaggio artistico ravennate nei suoi aspetti di ricerca, applicazione ed espansione nei settori dell’arte e dell’artigianato, dalla prima sistemazione provvisoria in Circonvallazione San Gaetanino al nuovo edificio costruito appositamente in Via delle Industrie, ora sede dell’Accademia di Belle Arti.

Il Bacio di Giuda e il Minotauro il titolo delle opere consegnate all’Associazione Dis-ORDINE ex-allievi e insegnanti delle Scuole d’arte di Ravenna per il Giardino del Labirinto davanti al carcere di Ravenna. Parte del progetto, oggi in fase di completamento, sarà esposto da venerdì 21 a domenica 24 settembre prossimi in Piazza del Popolo a Ravenna, nell’ambito della Manifestazione Giardini &Terrazzi 2018, prima di partire alla volta del Festival Lumiere di Chartres.

 

Il Dis-ORDINE per Giardini&Terrazzi 2018

Il labirinto musivo di Port’Aurea esposto in piazza del Popolo

Parte del percorso del progetto “Il Filo e le Ali” ideato dall’associazione DisOrdine, visibile dal 21 al 23 settembre in occasione della rassegna “Giardini e Terrazzi”

Per la prima volta, dopo l’avvio più di un anno fa, il progetto “Il Filo e le Ali. Il Giardino del Labirinto”, nato come intervento di riqualificazione dell’area verde di fronte alla Casa Circondariale di Ravenna in via Port’Aurea, sarà esposto pubblicamente con una installazione in piazza del Popolo. L’occasione è la rassegna di gardening “Giardini e Terrazzi”, in calendario da venerdì 21 a domenica 23 settembre.

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Termina il Laboratorio di Mosaico al carcere di Ravenna

 

Lo staff del Dis-ORDINE, la Direttrice del carcere Carmela De Lorenzo e l’educatrice Daniela Bevilacqua.

Martedì 31 luglio, alle 14.30, nel Giardino del Labirinto, in via Port’Aurea, a Ravenna, si sono incontrati i maestri del Dis-ORDINE per l’ultimo appuntamento del corso di mosaico rivolto ai detenutidella Casa Circondariale, iniziato in febbraio 2018 con la presentazione del progetto ai detenuti ritenuti idonei dalla Direzione del carcere.

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Raul Gardini – un ritratto in bioplastica

Raul Gardini

Un mosaico ravennate realizzato con bioplastica

tratto da disegno a penna di

Davide Reviati

23 luglio 2018 – a venticinque anni dalla scomparsa del noto imprenditore ravennate, l’Associazione Dis-ORDINE, in occasione degli eventi in memoria organizzati dalla Città di Ravenna, realizza un ritratto di Raul Gardini tratto da un disegno a penna di Davide Reviati con materiali plastici biodegradabili confezionati appositamente da Novamont.

L’opera, creata in poche ore da Giorgia Baroncelli, Francesco Casadio, Edoardo Missiroli, Elena Pagani, Gabriela Rigoni, Chiara Sansoni, Serena Saporetti con la supervisione di Marcello Landi, è stata esposta nel foyerdel Teatro Alighieri la sera del 23 luglio durante il concerto dedicato dal Maestro Riccardo Muti all’amico Raul Gardini. Presenti al concerto e compiaciuti per l’opera Catia Bastioli di Novamont, l’inventore dell’economia blu Gunter Pauli e la moglie Katharina Bach. Il primo mosaico in bioplastica realizzato con metodo ravennate.

La scelta dei materiali richiama gli ideali di chimica innovativa anticipati da Gardini nei primi Anni ’90 come ricordano le parole di Mariella Busi de Logu nel suo racconto pubblicato sul Wall Street International Raul Gardini, il Contadino – Nulla va perduto https://wsimag.com/it/cultura/40240-raul-gardini-il-contadino

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Presentazione del ritratto a mosaico di Raul Gardini con (da sinistra) Maria Speranza Gardini, Eugenio Baroncelli, Marcello Landi, Elena Pagani, Giorgia Baroncelli

Presentazione del ritratto a mosaico di Raul Gardini con (da sinistra) Elena Pagani, Eugenio Baroncelli, Katharina Bach, Marcello Landi, Catia Bastioli (Amministratore delegato di Novamont), Gunter Pauli (fondatore di Zeri – Blu Economy), Mariella Busi De Logu