Totò e Mulas, due geni uniti nel mosaico.

Mariella Busi, Elena Pagani, Marcello Landi, Giuliano Babini, Giulia Baschetti e Angela Tramarin. Foto di Fabrizio Zani

Totò e Mulas, due geni uniti nel mosaico. Un ritratto del principe della risata tratto da un’immagine del grande fotografo del ‘900.

Si aggiunge un nuovo tassello nell’opera di valorizzazione del grande Totò da parte dell’Associazione Dis-ORDINE di Ravenna. Da ieri infatti è partito il progetto per la realizzazione di un mosaico che, per la prima volta, riprodurrà una fotografia di un altro ‘big’, Ugo Mulas: un ritratto del ‘principe della risata’, filosofo e poeta, del 1957. La data di inizio dei lavori non è casuale visto che ieri ricorrevano i 123 anni dalla nascita di Totò, avvenuta il 15 febbraio 1898. Il gruppo di lavoro, coordinato da Giuliano Babini ed Elena Pagani, ce la metterà tutta per terminare il mosaico di 50 x 68 cm, entro il 2 marzo, data in cui si è spento Mulas nel 1973, ma sarà impresa quasi improba rispettarla.

«Ciò che più conta è l’obiettivo che si siamo dati, racconta Marcello Landi Presidente del Dis-ORDINE. Tutto è nato grazie all’amica avvocato Silvia Stabile che ci ha messo in contatto con Carmela e Valentina Mulas, che dirigono a Milano la Fondazione intestata al padre. Sono state le figlie del grande fotografo a segnalarci di aver trovato delle foto realizzate dal padre a Ravenna negli Anni Sessanta per il libro “Ravenna una capitale”. Mulas ha dato il a un nuovo modello culturale che ha aperto nuove frontiere all’arte, perché è stato il primo a documentare non solo le opere, ma anche gli artisti al lavoro e, quindi, i luoghi dell’arte. Uno su tutti, Andy Warhol». Restano memorabili foto come quella in cui Alexander Calder salta giocosamente attorno ai suoi mobiles, Duchamp fuma pensieroso nel suo appartamento, Fontana taglia la tela poi indietreggia di fronte all’opera compiuta, solo per citarne alcune.

«Alla fine abbiamo scelto di riprodurre in mosaico una sua celebre foto di Totò, aggiunge Landi, a poche settimane dell’uscita del libro “San Totò” di Paolo Isotta, scomparso proprio in questi giorni, che santifica l’artista, cosa che era mancata quando era in vita. Da oltre dieci anni Ravenna rende omaggio a Totò, legato alla nostra città per discendenza, in quanto ultimo principe di Bisanzio ed Esarca. Nel 2009, quando al cimitero di Napoli fu rubato lo stemma di famiglia contattai la figlia Liliana per proporne uno sostitutivo in mosaico, Poi però fu ritrovato. Nel 2010 con il Liceo Artistico realizzammo una grande opera dedicata a Totò in cui il principe è raffigurato fra i dignitari di Bisanzio assieme a Giustiniano da regalare alla città di Napoli per il Museo dedicato a Totò. Gli eredi apprezzarono moltissimo l’opera ma ci dissero di attendere l’apertura del museo nel luogo già individuato del sontuoso Palazzo dello Spagnuolo a Napoli. Sogniamo ancora di poterlo consegnare quando finalmente sarà aperto il Museo in suo onore. A Totò animalista nel 2019 abbiamo dedicato la targa “Ospizio dei Trovatelli” all’ingrasso del Canile di Ravenna. Senza dimenticare infine l’opera street art “Totò in bicicletta”, realizzata in via IV novembre a Ravenna che poi è stata fotografata ed è diventata la copertina del libro “Totò metà-fisico” di Antonello Buffardi.»

E ora, mescolando sapientemente più generazioni, alcune giovani ‘fresche’ di Accademia guidati da maestri d’esperienza, l’Associazione Dis-ORDINE sta preparando questa nuova opera, in bianco e nero, con l’utilizzo di materiali naturali come il marmo per far vedere le virtù della famosa scuola locale. «Vorremmo fosse il testimone, spiega Landi, di un percorso in grado di restituire a Ravenna la nomea di ‘capitale del mosaico’, elemento caratteristico della propria identità, che si è un po’ perduta a causa della globalizzazione. Per presentarla al pubblico l’occasione potrebbe essere una nuova Biennale del mosaico e anche una bella mostra dedicata alle foto ravennati di Mulas che la Fondazione è d’accordo a concederci».

Roberta Bezzi

Ravenna celebra Totò: al via il mosaico dedicato al Principe da una foto di Ugo Mulas

Fabrizio Zani fotografa Mulas

“Co-progettiamo l’abitare in Darsena”

L’Associazione Dis-ORDINE raccoglie l’invito del Comune di Ravenna e manifesta l’interesse a partecipare al bando per innovare la qualità dell’abitare in Darsena nell’ambito della candidatura al ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare’, il bando ministeriale che mette a disposizione oltre 853 milioni di euro per gli anni 2020-2033 a interventi di rigenerazione del patrimonio di edilizia residenziale sociale.

Non poche le difficoltà a raccapezzarsi nella lettura degli allegati e il contenuto desta sconcerto e perplessità. Innanzitutto si scopre che per “Darsena” si intende un comparto circoscritto scollegato dalla Darsena di Città, della quale non si evidenzia il segno. All’interno di esso vengono segnalati gli spazi disponibili per gli interventi di qualificazione, ma la mappa allegata è una carta muta come quelle utilizzate per le esercitazioni scolastiche, ben lungi dal rendere comprensibili a tutti l’ubicazione e le caratteristiche degli spazi indicati. La lettura genera numerosi interrogativi senza risposta.

Continua a leggere su RavennaToday…

RICORDANDO IL FUTURO

Mercoledì 27 gennaio 2021 alle ore 12, per non dimenticare, nel Giardino dei Giusti tra le Nazioni a Ravenna istituito dal Comune sull’idea proposta dal Circolo Culturale ENDAS “Garibaldi tra Terra e Mare” nel 2017 presso i Giardini Pubblici di Ravenna, si inaugura un’opera in mosaico a cura dell’Associazione Dis-ORDINE con il Patrocinio del Comune di Ravenna, grazie alla disponibilità del ViceSindaco di Ravenna Eugenio Fusignani che presenzierà all’iniziativa, e dell’Assessore alla Cultura Elsa Signorino.

“Le 127 giornate di Riolo”, menzione di merito per “Memoria ligno” di Stefano Cangini

 

 

Menzione di merito al Concorso “Le 127 giornate di Riolo” per un Dis-Ordinato.

Vincitrice la faentina Luisa Maria Mengolini, menzione di merito per Stefano Cangini

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, con l’aiuto di un’apposita Commissione giudicatrice composta da esperti e rappresentanti degli enti proponenti il percorso, ha concluso i lavori di valutazione dei progetti pervenuti per il Concorso di idee “Le 127 giornate di Riolo”, finalizzato alla realizzazione di un monumento alle vittime Civili di guerra cadute nel Comune di Riolo Terme. Il percorso, è spiegato in una nota, è stato possibile grazie ad un contributo della Regione Emilia-Romagna, erogato ai sensi della L.R. 3/2016 sulla Memoria del Novecento, e dell’Associazione Nazionale delle Vittime Civili di Guerra sezione di Ravenna.

Vincitrice del Concorso è risultata la faentina Luisa Maria Mengolini, classe 1998 e studentessa di Arti Visive presso l’Università di Bologna, con il progetto “Maceria viva”: a lei verrà pertanto assegnato il premio previsto di 600 €. La proposta progettuale consiste nel recupero dell’elemento macerie, rifacendosi allo stato di distruzione che colpì il paese, che oggi non mostra più i segni della guerra, ma che all’epoca travolse violentemente gli effetti domestici della quotidianità rappresentati, fra blocchi di detriti accatastati in modo verticale, da un paio di forbici, una penna, una posata, un orologio, un metro da sartoria ed un giocattolo, tutti elementi simbolici, realizzati in metallo e applicati tra i blocchi che ricordano le case crollate. Il dato più innovativo e interattivo del progetto risulta l’applicazione, sempre tra i blocchi, di appositi QR Code che rimandano a 7 frammenti letterari tratti, con particolare efficacia, dal testo base dello storico Leonida Costa che fu il più fedele cronista di Riolo durante le sofferte giornate di guerra.

All’unanimità la Commissione ha ritenuto di riconoscere qualità e valore anche al secondo classificato Stefano Cangini di Ravenna con il progetto “Memoria ligno” e di assegnargli una particolare menzione di merito. Al terzo posto si è classificato Giovanni Ferro con il progetto “Devastazione”. Tutti gli elaborati dei progetti in gara saranno oggetto in primavera di una mostra aperta al pubblico presso la Biblioteca Comunale di Riolo, non appena le condizioni dell’emergenza sanitaria lo consentiranno.

Continua a leggere su RavennaToday…

DIFENDIAMO I MUSEI

Galata Morente e Maltrattato – Copia di Galata Morente di Epigonos

NON intendiamo intervenire nel dibattito in corso in consiglio comunale non avendone titolo, vorremmo però fornire alcune riflessioni e idee nel merito.

L’Associazione Dis-ORDINE annovera tra i suoi iscritti insegnanti, allievi, artisti, mosaicisti e intellettuali che, nel tempo, hanno contribuito alla realizzazione, ai restauri e alla  valorizzazione di molte opere del Patrimonio culturale e materiale di proprietà del Comune di Ravenna e ora in parte presente nei locali del Museo della Città: il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna.

Pensiamo utile, a questo titolo, regalare alla città del mosaico e ai suoi amministratori e funzionari, fornire alcune riflessioni e contributi per una migliore salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio di proprietà legittima dei cittadini ravennati, ma anche un patrimonio culturale che va tutelato per le future generazioni.

Se un museo rappresenta la memoria collettiva, come diceva il direttore Cristian Greco, oggi è necessario comprendere che i musei nel loro ruolo chiave di testimoni del passato e custodi dei tesori dell’umanità per il futuro, svolgono una funzione essenziale e crescente nell’attività  formativa e nello sviluppo di una società critica. Luoghi deputati a custodire la memoria collettiva della società e al contempo divenire laboratori di innovazione che mettono in relazione il passato con il futuro in una scena in cui tutti gli attori contribuiscono, superando i dogmatismi dei singoli saperi, ad affrontare le sfide del futuro.

Ravenna, 15 dicembre 2020

Continua a leggere su RavennaToday…

RESTAURO Opera sulla Violenza contro le Donne – Piazzetta Serra Ravenna

Martina Di Mattia e Beatrice Santi ai lavori di restauro

L’Associazione Dis-ORDINE al restauro dell’Opera sulla Violenza contro le Donne presente in Piazzetta Serra a Ravenna, a cura del Comune di Ravenna, UDI e LineaRosa in occasione dell’installazione del Giglio dedicato a Giulia

All’opera, che presentava segni di deperimento con evidenti lacune dovute all’azione degli agenti atmosferici, sfregamento e dissesto del basamento, è stato applicato un tipo di restauro conservativo che ha interessato prevalentemente la base in mosaico.

L’intervento ha previsto l’integrazione delle lacune, il consolidamento delle parti deboli in prossimità del bordo superiore della base e stuccatura finale con malta H40 per proteggere la superficie musiva da agenti atmosferici e sfregamenti, oltre che, con l’intervento dei tecnici del Comune, il riassetto strutturale della base.

Tutte le operazioni conservative di pulitura, consolidamento e protezione sono state eseguite secondo i principi di conservazione e rivalutazione dell’originale.

Per ovviare ulteriori deterioramenti se ne suggerisce l’illuminazione e una leggera recinzione protettiva.

L’Associazione Dis-ORDINE annovera al suo interno gli ex-allievi del Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna e Istituto d’Arte per il Mosaico che dal 2009 hanno progettato e realizzato il progetto in tutte le sue parti e che ora sono coinvolti nel restauro

Il restauro ha visto il coinvolgimento di: Sofia laghi, Chiara Sansoni, Martina Di Mattia, Giulia Baschetti, Beatrice Santi, Nina Marazza, Angela Tramarin, Davide Laghi, Edoardo Missiroli con il coordinamento di Elena Pagani e Marcello Landi.

Si ringrazia Luciana Notturni per la consulenza.

____________________________________________________________________

Opera permanente della Città di Ravenna Amica delle Donne, 2009, Elena Pagani e Marinella Tassinari con allieve e allievi.

La prima opera in Italia dedicata al femminicidio.

Opera progettata e realizzata nel 2009 dal Liceo Artistico Statale Pierluigi Nervi-Istituto Statale d’Arte per il Mosaico Gino Severini in seguito alla richiesta di UDI e LineaRosa di Ravenna di ideare un segno nella Città Amica delle Donne dedicato al femminicidio per mantenere viva l’attenzione sul tema della violenza di genere.

L’installazione, posizionata nell’angolo nord-ovest di Piazzetta Serra a Ravenna, presentava inizialmente un segno estremamente delicato composto da un ramo di gigli bianchi a cinque steli, su ognuno l’incisione del nome della donna uccisa dalla mano del compagno, incastonato su una di due piccole rocce in arenaria.

La forma, progettata attraverso la rielaborazione del Giglio di San Pancrazio presente nei mosaici delle basiliche ravennati, è realizzata in bronzo con la tecnica della cera persa con inserto in mosaico di smalto vetroso e madreperla su ambo le facce del fiore. Il giglio bianco, simbolo di purezza, ospita alla base della corolla un pistillo di madreperla, simbolo di femminilità e maternità, a forma di goccia, come una lacrima in segno di eterna sofferenza per il continuo perpetrarsi di comportamenti che sfociano verso crimini efferati contro le donne. Le rocce di arenaria provengono dalla cava Cà Arzella di Riolo Terme.

Successivamente, nel 2014, la piccola opera è stata arricchita da un basamento di forma ovoidale con ammaccature addolcite da un manto di mosaico verde in richiamo sia alla cupola del Duomo di colore verde rame che si intravede in prospettiva dietro al muro del vicino Orto Botanico sia al prato della prima raffigurazione del paradiso terrestre presente nell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

L’opera ravennate, appartiene a una serie di quattro installate a Faenza, Lugo e Cervia.

Nel tempo, purtroppo, sono stati aggiunti altri steli in memoria di ulteriori crimini commessi dagli uomini contro le loro compagne ricordate con una incisione riportata sullo stelo di ogni giglio.

Le operazioni di rilievo, progettazione e realizzazione delle opere in bronzo e mosaico, della base ovoidale del complesso insieme di sculture sono stati eseguiti nel Laboratori di Architettura, Scultura e Mosaico del Liceo Artistico Nervi-Severini dei proff Laura Dalmonte, Felice Nittolo, Elena Pagani, Enrico Roda e Marinella Tassinari con il coinvolgimento dei rispettivi allievi dell’Indirizzo di Architettura e Arti Figurative Scultura-Pittura-Mosaico con la costante supervisione dell’allora Dirigente Scolastico prof Marcello Landi.

RICOSTRUZIONE E IMMAGINI

L’Arte dei Bambini nel Tempo della Pandemia – Dis-ORDINE in collaborazione con UNICEF

Disegno di Gaspare Bezzi 5°B Scuola Primaria Pascoli – Ravenna

L’ARTE DEI BAMBINI NEL TEMPO DELLA PANDEMIA

Associazione Dis-ORDINE in collaborazione con UNICEF 

Ricominciamo dai racconti che si leggono nei disegni dei bambini e degli adolescenti.

A Ravenna lAssociazione Dis-ORDINE in collaborazione con UNICEF Ravenna lancia una raccolta di tutte le opere grafiche, costituite da disegni, foto, video, realizzati dai bambini e adolescenti durante la permanenza forzata in casa per emergenza sanitaria. L’iniziativa nasce per avvicinare gli adulti al mondo dei bambini e degli adolescenti e per scoprire il loro linguaggio, fatto di simboli, immagini e colori e anche, soprattutto per ascoltare e osservare cosa vogliono raccontarci oltre che per documentare il periodo dell’emergenza Covid-19, conservare, analizzare, costruire una mostra virtuale o reale e condividerla, prevedibilmente a partire dal 20 novembre 2020 Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia.

L’espressione grafica nella molteplicità delle sue forme, al di là del riconosciuto “ogni bambino è naturalmente artista” come affermava Picasso, è da un lato divertimento e passione ma dall’altro pensiero e racconto.

Nel periodo di chiusura delle scuole per emergenza sanitaria, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze hanno avuto le parole per raccontare ma anche scelto, come mezzo di comunicazione, altro dalle parole e dalla scrittura.
Quel tempo “sospeso” è stato un tempo fertile di storie, che nascevano da dentro: dalle paure, dalle domande, dai sogni; ma anche dai sensi, da ciò che sembrava vedersi per la prima volta dentro la casa e stando alle finestre. Storie raccontate con segni, disegni, foto video.

Questo importante materiale non può andare perduto, può invece diventare un’occasione per costruire uno stimolante processo di conoscenza, per rafforzare il legame tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi, per intravedere nuove soluzioni a nuovi eventi, volgere il nostro sguardo verso nuove direzioni e mettere in comune. Importanti musei, come ad esempio il Victoria&Albert Museum, hanno avviato una raccolta dei disegni che gli studenti hanno fatto durante il periodo di chiusura delle scuole. Andranno a costituire una collezione permanente.

 “Mi piacerebbe fare arte perché a me piace tanto disegnare…Secondo me l’arte è quando esprimi le emozioni e non ti esprimi solo con i colori, ma anche con il disegno. Il disegno è te che non sei te. Significa che sei te che lo disegni e se lo disegni è qualcosa di te. E’ come se mi tolgono un pezzo di me”.

Franco Lorenzoni, 2014

Potete inviare i file dei disegni, foto, video fatti in casa durante la chiusura della scuola alla casella di posta elettronica info@dis-ordine.it 

Contemporaneamente, a Ravenna, da un’idea di Nino Carnoli, con il sostegno di Lions Club Ravenna Host,  si concretizza l’intento di ristampare il libro LArte dei bambini, scritto da Corrado Ricci nel 1887, uno studio sul “bambino artista” che anticipa le intuizioni delle avanguardie storiche sull’arte infantile che presto potrà essere utilizzato come materiale didattico da maestri e maestre della scuole primarie.

Leggi su Ravennatoday

TUTTI I DISEGNI

per vedere le opere interamente cliccare sull’immagine.

UNICEF e Dis-ORDINE ringraziano:

IC Randi Ravenna (tutti i plessi)

IC Ricci-Muratori Ravenna (Scuola Primaria Muratori – Scuola Secondaria di Primo Grado)

IC Darsena (Scuola Primaria B.Pasini)

Scuola Primaria G.Pascoli Ravenna

DANTE ECO GREEN – Completato Il Giardino del Labirinto

Visite guidate a cura dei Maestri dell’Associazione Dis-ORDINE Domenica 25 Ottobre 2020 – dalle 10 alle 12  –dalle 16 alle 17

Giardino di fronte alla Casa Circondariale, via Port’Aurea, 57 Ravenna

Il Giardino del Labirinto in programma nell’edizione autunnale di Giardini Segreti 2020.

Inaugurato nell’ambito della Biennale di Mosaico Contemporaneo 2019 https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2019/10/06/davanti-alla-casa-circondariale-di-ravenna-inaugurato-il-labirinto-pavimentale-dellassociazione-dis-ordine/, il labirinto pavimentale in mosaico dell’Associazione Dis-ORDINE, realizzato con il Patrocinio di Ministero della Difesa e Comune di Ravenna (Assessorato alle Politiche Sociali – Assessorato alla Cultura – Assessorato Ambiente) da una idea di Giampiero Corelli, viene in questa occasione risistemato e completato con l’installazione di una teca espositiva, una struttura poliedrica tratta dall’incisioneMelencolia I di Albrecht Dürer, 1514, che periodicamente ravviverà il luogo con eventi e mostre all’aperto visibili al pubblico e ai visitatori che abitualmente frequentano il giardino. Le opere che inaugurano questo nuovo percorso espositivo della città sono due: “La colomba tramortita” realizzata dallo Studio Il Mosaico di Luciana Notturni per il Dis-ORDINE, originale reinterpretazione del celebre mosaico delle colombe abbeveranti ripresa da un’idea di Nino Carnoli e Enzo Pezzi pubblicata nel 1999 e un disegno, “Beatrice e Dante” realizzato da Stefano Babini in occasione delle celebrazioni dantesche, una illustrazione che “vuole dare maggiore importanza grafica a Beatrice regalandole un volto moderno lontano dalla realtà dell’epoca e al contempo sfuggente come solo le vere muse possono permettersi.”

Si ringrazia Giardini&Dintorni per il coinvolgimento nella Manifestazione Giardini aperti nel territorio ravennate e il florovivaista Sauro Campri per aver contribuito al ripristino del verde. La visita al Giardino del Labirinto sarà regolata dalla normativa vigente in materia di cautela anti-contagio. Obbligatorio indossare la mascherina e firmare la presenza in apposito registro.

Il Giardino del Labirinto davanti al Carcere di Ravenna è un giardino pubblico nel quale è stata installata un’opera permanente a cura dell’Associazione Dis-ORDINE DEI CAVALIERI DELLA MALTA E DI TUTTI I COLORI ex-allievi e insegnanti delle Scuole d’Arte di Ravenna e Provincia con ampio coinvolgimento generazionale di artisti e mosaicisti, delle scuole e degli ospiti della Casa Circondariale, al momento l’unica opera permanente per la città dedicata a Dante. Iniziata nel 2016, l’opera è stata realizzata con il contributo di: Comune di Ravenna, Orsoni VENEZIA, Siderurgica Ravennate, Amici di Chartres, CMC, DOLLIA Costruzioni e Ristrutturazioni, la Bottega del Fabbro, ARCADIA e AZIMUT.

L’Associazione Dis-ORDINE e il comitato Tecnico-Scientifico del progetto composto da Giuliano Babini, Mariella Busi, Fulvio Fiorentini, Paolo Gueltrini, Marcello Landi, Edoardo Missiroli, Elena Pagani ringraziano: Elsa Signorino, Valentina Morigi, Gianandrea Baroncini, Carmela De Lorenzo, Daniela Bevilacqua, Giampiero Corelli, Giovanni Gardini, Luciana Notturni, Paolo Racagni, Valeria Ercolani, Giuseppe Rossi, Luca Chiesura, Mirca Antoniacci, Padre Claudio Ciccillo, Andrea Caccìa, Paolo Bezzi, Maurizio Piancastelli, Giovanni Fanti, Carlo Galassi, Monica e Paola Turchetti, Ugo Baldrati, Roberto Macrì, Gojart Dollia, Raffaele Ossani, Renza Rambelli.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI CHE ESPONGONO LE OPERE

Luciana Notturni

Luciana Notturni ha svolto gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico “G. Severini” di Ravenna conseguendo i diplomi di maestro d’arte e del corso biennale di specializzazione di mosaico e la maturità d’arte applicata. Ha iniziato l’attività di mosaicista nel 1970 fondando “Studio Officina del Mosaico di Luciana Notturni”, nell’ambito del quale l’hanno affiancata Marco De Luca e Paolo Racagni.
Sue opere sono presenti anche all’estero (Saint Apollinaris Church, 2003, California, Stati Uniti). Ha partecipato a numerose esposizioni (“Oggetti del Desiderio. Mosaico e Design”, Ravenna 1997, “La Forma e il Colore”, Rimini 1999).
Nel 1998 ha fondato nel proprio laboratorio la “Scuola artistica del Mosaico” dove insegna con corsi anche intensivi la tecnica musiva ravennate a persone di tutte le età con la collaborazione dei mosaicisti Bruna Zavatti, Annalisa Marcucci e Luca Colomba. Luciana Notturni svolge da oltre vent’anni un’intensa attività didattica.

Stefano Babini (classe 1964)

Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Ravenna inizia a collaborare con vari studi grafici della zona per poi approdare a monte delle più importanti Case Editrici di fumetti (Astoria, Bonelli). In seguito conosce Hugo Pratt che lo spinge a diventare autore completo, scrivendo le proprie storie oltre che disegnare. Gli viene assegnato il Romics D’Oro. Negli anni Babini ha collaborato con riviste di moda e col cinema. Attualmente ha creato una propria etichetta editoriale (Dark Crow) indipendente e sta lavorando al proprio personaggio, Lord Caine.

Continua a leggere su La Cronaca di Ravenna…

ATTESTATI E RICONOSCIMENTI PER I GIOVANI ARTISTI DEL Dis-ORDINE

Consegnati ieri 6 agosto 2020 attestati e riconoscimenti ai giovani ex-allievi delle Scuole d’Arte di Ravenna. Aumentano di anno in anno i giovani Maestri del Dis-ORDINE che partecipano con impegno alle iniziative dell’Associazione. Giorgia Baroncelli, Giulia Baschetti, Giona Colinelli, Marika Dall’Omo, Martina Di Mattia, Dana Donnoli, Simone Gianfrancesco, Sofia Laghi, Clarissa Nuzzi, Nina Marazza, Chiara Sansoni, Beatrice Santi, Serena Saporetti, Federico Senni sono solo alcuni dei tanti che condividono gli scopi e il manifesto all’Associazione Culturale Dis-ORDINE e partecipano con entusiasmo alle molteplici attività che ogni  giorno vengono accolte da parte di Enti, Fondazioni e Istituzioni del territorio ravennate e non solo.

Continua a leggere su RavenneDintorni…