“Le 127 giornate di Riolo”, menzione di merito per “Memoria ligno” di Stefano Cangini

 

 

Menzione di merito al Concorso “Le 127 giornate di Riolo” per un Dis-Ordinato.

Vincitrice la faentina Luisa Maria Mengolini, menzione di merito per Stefano Cangini

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, con l’aiuto di un’apposita Commissione giudicatrice composta da esperti e rappresentanti degli enti proponenti il percorso, ha concluso i lavori di valutazione dei progetti pervenuti per il Concorso di idee “Le 127 giornate di Riolo”, finalizzato alla realizzazione di un monumento alle vittime Civili di guerra cadute nel Comune di Riolo Terme. Il percorso, è spiegato in una nota, è stato possibile grazie ad un contributo della Regione Emilia-Romagna, erogato ai sensi della L.R. 3/2016 sulla Memoria del Novecento, e dell’Associazione Nazionale delle Vittime Civili di Guerra sezione di Ravenna.

Vincitrice del Concorso è risultata la faentina Luisa Maria Mengolini, classe 1998 e studentessa di Arti Visive presso l’Università di Bologna, con il progetto “Maceria viva”: a lei verrà pertanto assegnato il premio previsto di 600 €. La proposta progettuale consiste nel recupero dell’elemento macerie, rifacendosi allo stato di distruzione che colpì il paese, che oggi non mostra più i segni della guerra, ma che all’epoca travolse violentemente gli effetti domestici della quotidianità rappresentati, fra blocchi di detriti accatastati in modo verticale, da un paio di forbici, una penna, una posata, un orologio, un metro da sartoria ed un giocattolo, tutti elementi simbolici, realizzati in metallo e applicati tra i blocchi che ricordano le case crollate. Il dato più innovativo e interattivo del progetto risulta l’applicazione, sempre tra i blocchi, di appositi QR Code che rimandano a 7 frammenti letterari tratti, con particolare efficacia, dal testo base dello storico Leonida Costa che fu il più fedele cronista di Riolo durante le sofferte giornate di guerra.

All’unanimità la Commissione ha ritenuto di riconoscere qualità e valore anche al secondo classificato Stefano Cangini di Ravenna con il progetto “Memoria ligno” e di assegnargli una particolare menzione di merito. Al terzo posto si è classificato Giovanni Ferro con il progetto “Devastazione”. Tutti gli elaborati dei progetti in gara saranno oggetto in primavera di una mostra aperta al pubblico presso la Biblioteca Comunale di Riolo, non appena le condizioni dell’emergenza sanitaria lo consentiranno.

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DIFENDIAMO I MUSEI

Galata Morente e Maltrattato – Copia di Galata Morente di Epigonos

NON intendiamo intervenire nel dibattito in corso in consiglio comunale non avendone titolo, vorremmo però fornire alcune riflessioni e idee nel merito.

L’Associazione Dis-ORDINE annovera tra i suoi iscritti insegnanti, allievi, artisti, mosaicisti e intellettuali che, nel tempo, hanno contribuito alla realizzazione, ai restauri e alla  valorizzazione di molte opere del Patrimonio culturale e materiale di proprietà del Comune di Ravenna e ora in parte presente nei locali del Museo della Città: il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna.

Pensiamo utile, a questo titolo, regalare alla città del mosaico e ai suoi amministratori e funzionari, fornire alcune riflessioni e contributi per una migliore salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio di proprietà legittima dei cittadini ravennati, ma anche un patrimonio culturale che va tutelato per le future generazioni.

Se un museo rappresenta la memoria collettiva, come diceva il direttore Cristian Greco, oggi è necessario comprendere che i musei nel loro ruolo chiave di testimoni del passato e custodi dei tesori dell’umanità per il futuro, svolgono una funzione essenziale e crescente nell’attività  formativa e nello sviluppo di una società critica. Luoghi deputati a custodire la memoria collettiva della società e al contempo divenire laboratori di innovazione che mettono in relazione il passato con il futuro in una scena in cui tutti gli attori contribuiscono, superando i dogmatismi dei singoli saperi, ad affrontare le sfide del futuro.

Ravenna, 15 dicembre 2020

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RESTAURO Opera sulla Violenza contro le Donne – Piazzetta Serra Ravenna

Martina Di Mattia e Beatrice Santi ai lavori di restauro

L’Associazione Dis-ORDINE al restauro dell’Opera sulla Violenza contro le Donne presente in Piazzetta Serra a Ravenna, a cura del Comune di Ravenna, UDI e LineaRosa in occasione dell’installazione del Giglio dedicato a Giulia

All’opera, che presentava segni di deperimento con evidenti lacune dovute all’azione degli agenti atmosferici, sfregamento e dissesto del basamento, è stato applicato un tipo di restauro conservativo che ha interessato prevalentemente la base in mosaico.

L’intervento ha previsto l’integrazione delle lacune, il consolidamento delle parti deboli in prossimità del bordo superiore della base e stuccatura finale con malta H40 per proteggere la superficie musiva da agenti atmosferici e sfregamenti, oltre che, con l’intervento dei tecnici del Comune, il riassetto strutturale della base.

Tutte le operazioni conservative di pulitura, consolidamento e protezione sono state eseguite secondo i principi di conservazione e rivalutazione dell’originale.

Per ovviare ulteriori deterioramenti se ne suggerisce l’illuminazione e una leggera recinzione protettiva.

L’Associazione Dis-ORDINE annovera al suo interno gli ex-allievi del Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna e Istituto d’Arte per il Mosaico che dal 2009 hanno progettato e realizzato il progetto in tutte le sue parti e che ora sono coinvolti nel restauro

Il restauro ha visto il coinvolgimento di: Sofia laghi, Chiara Sansoni, Martina Di Mattia, Giulia Baschetti, Beatrice Santi, Nina Marazza, Angela Tramarin, Davide Laghi, Edoardo Missiroli con il coordinamento di Elena Pagani e Marcello Landi.

Si ringrazia Luciana Notturni per la consulenza.

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Opera permanente della Città di Ravenna Amica delle Donne, 2009, Elena Pagani e Marinella Tassinari con allieve e allievi.

La prima opera in Italia dedicata al femminicidio.

Opera progettata e realizzata nel 2009 dal Liceo Artistico Statale Pierluigi Nervi-Istituto Statale d’Arte per il Mosaico Gino Severini in seguito alla richiesta di UDI e LineaRosa di Ravenna di ideare un segno nella Città Amica delle Donne dedicato al femminicidio per mantenere viva l’attenzione sul tema della violenza di genere.

L’installazione, posizionata nell’angolo nord-ovest di Piazzetta Serra a Ravenna, presentava inizialmente un segno estremamente delicato composto da un ramo di gigli bianchi a cinque steli, su ognuno l’incisione del nome della donna uccisa dalla mano del compagno, incastonato su una di due piccole rocce in arenaria.

La forma, progettata attraverso la rielaborazione del Giglio di San Pancrazio presente nei mosaici delle basiliche ravennati, è realizzata in bronzo con la tecnica della cera persa con inserto in mosaico di smalto vetroso e madreperla su ambo le facce del fiore. Il giglio bianco, simbolo di purezza, ospita alla base della corolla un pistillo di madreperla, simbolo di femminilità e maternità, a forma di goccia, come una lacrima in segno di eterna sofferenza per il continuo perpetrarsi di comportamenti che sfociano verso crimini efferati contro le donne. Le rocce di arenaria provengono dalla cava Cà Arzella di Riolo Terme.

Successivamente, nel 2014, la piccola opera è stata arricchita da un basamento di forma ovoidale con ammaccature addolcite da un manto di mosaico verde in richiamo sia alla cupola del Duomo di colore verde rame che si intravede in prospettiva dietro al muro del vicino Orto Botanico sia al prato della prima raffigurazione del paradiso terrestre presente nell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

L’opera ravennate, appartiene a una serie di quattro installate a Faenza, Lugo e Cervia.

Nel tempo, purtroppo, sono stati aggiunti altri steli in memoria di ulteriori crimini commessi dagli uomini contro le loro compagne ricordate con una incisione riportata sullo stelo di ogni giglio.

Le operazioni di rilievo, progettazione e realizzazione delle opere in bronzo e mosaico, della base ovoidale del complesso insieme di sculture sono stati eseguiti nel Laboratori di Architettura, Scultura e Mosaico del Liceo Artistico Nervi-Severini dei proff Laura Dalmonte, Felice Nittolo, Elena Pagani, Enrico Roda e Marinella Tassinari con il coinvolgimento dei rispettivi allievi dell’Indirizzo di Architettura e Arti Figurative Scultura-Pittura-Mosaico con la costante supervisione dell’allora Dirigente Scolastico prof Marcello Landi.

RICOSTRUZIONE E IMMAGINI