Opera sulla Violenza contro le Donne – Piazzetta Serra Ravenna

Martina Di Mattia e Beatrice Santi ai lavori di restauro

L’Associazione Dis-ORDINE al restauro dell’Opera sulla Violenza contro le Donne presente in Piazzetta Serra a Ravenna.

All’opera, che presentava segni di deperimento con evidenti lacune dovute all’azione degli agenti atmosferici, sfregamento e dissesto del basamento, è stato applicato un tipo di restauro conservativo che ha interessato prevalentemente la base in mosaico.

L’intervento ha previsto l’integrazione delle lacune, il consolidamento delle parti deboli in prossimità del bordo superiore della base e stuccatura finale con malta H40 per proteggere la superficie musiva da agenti atmosferici e sfregamenti, oltre che, con l’intervento dei tecnici del Comune, il riassetto strutturale della base.

Tutte le operazioni conservative di pulitura, consolidamento e protezione sono state eseguite secondo i principi di conservazione e rivalutazione dell’originale.

Per ovviare ulteriori deterioramenti se ne suggerisce l’illuminazione e una leggera recinzione protettiva.

L’Associazione Dis-ORDINE annovera al suo interno gli ex-allievi del Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna e Istituto d’Arte per il Mosaico che dal 2009 hanno progettato e realizzato il progetto in tutte le sue parti e che ora sono coinvolti nel restauro a cura del Comune di Ravenna.

La prima opera in Italia dedicata al femminicidio.

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Opera permanente della Città di Ravenna Amica delle Donne, 2009, Elena Pagani e Marinella Tassinari con allieve e allievi.

Progetto realizzato nel 2009 dal Liceo Artistico Statale Pierluigi Nervi-Istituto Statale d’Arte per il Mosaico Gino Severini per la richiesta di UDI e LineaRosa di Ravenna di ideare un’opera dedicata al femminicidio per mantenere viva l’attenzione sul tema della violenza di genere.

 

Le forme, progettate attraverso la rielaborazione delle immagini del Giglio di San Pancraziopresenti nei mosaici delle basiliche ravennati e simbolo di purezza, si presentano come un fiore su stelo con foglie. Le opere, in bassorilievo, sono realizzate in bronzo con la tecnica della cera persa con inserto in mosaico di smalto vetroso e madreperla su ambo le facce del fiore. La madreperla, simbolo di femminilità e maternità, a forma di goccia è incastonata alla base del fiore, come una lacrima in segno di eterna sofferenza per il continuo perpetrarsi di comportamenti che sfociano verso crimini efferati contro le donne.

 

L’opera ravennate, appartenente a una serie di quattro installate a Faenza, Lugo e Cervia, che inizialmente era composta da due massi di arenaria appositamente selezionati sovrastati da un ramo a cinque steli, è stata arricchita nel 2014 da un basamento di forma ovoidale con ammaccature addolcite da un manto di mosaico verde prato in richiamo alla prima raffigurazione di paradiso terrestre presente nell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

 

Nel tempo, purtroppo, sono stati aggiunti altri steli in memoria di ulteriori crimini commessi dagli uomini contro le loro compagne ricordate con una incisione riportata sullo stelo di ogni giglio.

 

Il supporto ovoidale e il complesso insieme di sculture sono stati progettati e realizzati nel Laboratori di Architettura, Scultura e Mosaico del Liceo Artistico Nervi-Severini dei proff Felice Nittolo, Elena Pagani, Enrico Roda e Marinella Tassinari con il coinvolgimento dei rispettivi allievi dell’Indirizzo di Architettura e Arti Figurative Scultura-Pittura-Mosaico con la supervisione del Dirigente Scolastico prof Marcello Landi.

L’Arte dei Bambini nel Tempo della Pandemia – Dis-ORDINE in collaborazione con UNICEF

Disegno di Gaspare Bezzi 5°B Scuola Primaria Pascoli – Ravenna

L’ARTE DEI BAMBINI NEL TEMPO DELLA PANDEMIA

Associazione Dis-ORDINE in collaborazione con UNICEF 

Ricominciamo dai racconti che si leggono nei disegni dei bambini e degli adolescenti.

A Ravenna lAssociazione Dis-ORDINE in collaborazione con UNICEF Ravenna lancia una raccolta di tutte le opere grafiche, costituite da disegni, foto, video, realizzati dai bambini e adolescenti durante la permanenza forzata in casa per emergenza sanitaria. L’iniziativa nasce per avvicinare gli adulti al mondo dei bambini e degli adolescenti e per scoprire il loro linguaggio, fatto di simboli, immagini e colori e anche, soprattutto per ascoltare e osservare cosa vogliono raccontarci oltre che per documentare il periodo dell’emergenza Covid-19, conservare, analizzare, costruire una mostra virtuale o reale e condividerla, prevedibilmente a partire dal 20 novembre 2020 Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia.

L’espressione grafica nella molteplicità delle sue forme, al di là del riconosciuto “ogni bambino è naturalmente artista” come affermava Picasso, è da un lato divertimento e passione ma dall’altro pensiero e racconto.

Nel periodo di chiusura delle scuole per emergenza sanitaria, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze hanno avuto le parole per raccontare ma anche scelto, come mezzo di comunicazione, altro dalle parole e dalla scrittura.
Quel tempo “sospeso” è stato un tempo fertile di storie, che nascevano da dentro: dalle paure, dalle domande, dai sogni; ma anche dai sensi, da ciò che sembrava vedersi per la prima volta dentro la casa e stando alle finestre. Storie raccontate con segni, disegni, foto video.

Questo importante materiale non può andare perduto, può invece diventare un’occasione per costruire uno stimolante processo di conoscenza, per rafforzare il legame tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi, per intravedere nuove soluzioni a nuovi eventi, volgere il nostro sguardo verso nuove direzioni e mettere in comune. Importanti musei, come ad esempio il Victoria&Albert Museum, hanno avviato una raccolta dei disegni che gli studenti hanno fatto durante il periodo di chiusura delle scuole. Andranno a costituire una collezione permanente.

 “Mi piacerebbe fare arte perché a me piace tanto disegnare…Secondo me l’arte è quando esprimi le emozioni e non ti esprimi solo con i colori, ma anche con il disegno. Il disegno è te che non sei te. Significa che sei te che lo disegni e se lo disegni è qualcosa di te. E’ come se mi tolgono un pezzo di me”.

Franco Lorenzoni, 2014

Potete inviare i file dei disegni, foto, video fatti in casa durante la chiusura della scuola alla casella di posta elettronica info@dis-ordine.it 

Contemporaneamente, a Ravenna, da un’idea di Nino Carnoli, con il sostegno di Lions Club Ravenna Host,  si concretizza l’intento di ristampare il libro LArte dei bambini, scritto da Corrado Ricci nel 1887, uno studio sul “bambino artista” che anticipa le intuizioni delle avanguardie storiche sull’arte infantile che presto potrà essere utilizzato come materiale didattico da maestri e maestre della scuole primarie.

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TUTTI I DISEGNI

UNICEF e Dis-ORDINE ringraziano:

IC Randi Ravenna (tutti i plessi)

IC Ricci-Muratori Ravenna (Scuola Primaria Muratori – Scuola Secondaria di Primo Grado)

IC Darsena (Scuola Primaria B.Pasini)

Scuola Primaria G.Pascoli Ravenna

DANTE ECO GREEN – Completato Il Giardino del Labirinto

Visite guidate a cura dei Maestri dell’Associazione Dis-ORDINE Domenica 25 Ottobre 2020 – dalle 10 alle 12  –dalle 16 alle 17

Giardino di fronte alla Casa Circondariale, via Port’Aurea, 57 Ravenna

Il Giardino del Labirinto in programma nell’edizione autunnale di Giardini Segreti 2020.

Inaugurato nell’ambito della Biennale di Mosaico Contemporaneo 2019 https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2019/10/06/davanti-alla-casa-circondariale-di-ravenna-inaugurato-il-labirinto-pavimentale-dellassociazione-dis-ordine/, il labirinto pavimentale in mosaico dell’Associazione Dis-ORDINE, realizzato con il Patrocinio di Ministero della Difesa e Comune di Ravenna (Assessorato alle Politiche Sociali – Assessorato alla Cultura – Assessorato Ambiente) da una idea di Giampiero Corelli, viene in questa occasione risistemato e completato con l’installazione di una teca espositiva, una struttura poliedrica tratta dall’incisioneMelencolia I di Albrecht Dürer, 1514, che periodicamente ravviverà il luogo con eventi e mostre all’aperto visibili al pubblico e ai visitatori che abitualmente frequentano il giardino. Le opere che inaugurano questo nuovo percorso espositivo della città sono due: “La colomba tramortita” realizzata dallo Studio Il Mosaico di Luciana Notturni per il Dis-ORDINE, originale reinterpretazione del celebre mosaico delle colombe abbeveranti ripresa da un’idea di Nino Carnoli e Enzo Pezzi pubblicata nel 1999 e un disegno, “Beatrice e Dante” realizzato da Stefano Babini in occasione delle celebrazioni dantesche, una illustrazione che “vuole dare maggiore importanza grafica a Beatrice regalandole un volto moderno lontano dalla realtà dell’epoca e al contempo sfuggente come solo le vere muse possono permettersi.”

Si ringrazia Giardini&Dintorni per il coinvolgimento nella Manifestazione Giardini aperti nel territorio ravennate e il florovivaista Sauro Campri per aver contribuito al ripristino del verde. La visita al Giardino del Labirinto sarà regolata dalla normativa vigente in materia di cautela anti-contagio. Obbligatorio indossare la mascherina e firmare la presenza in apposito registro.

Il Giardino del Labirinto davanti al Carcere di Ravenna è un giardino pubblico nel quale è stata installata un’opera permanente a cura dell’Associazione Dis-ORDINE DEI CAVALIERI DELLA MALTA E DI TUTTI I COLORI ex-allievi e insegnanti delle Scuole d’Arte di Ravenna e Provincia con ampio coinvolgimento generazionale di artisti e mosaicisti, delle scuole e degli ospiti della Casa Circondariale, al momento l’unica opera permanente per la città dedicata a Dante. Iniziata nel 2016, l’opera è stata realizzata con il contributo di: Comune di Ravenna, Orsoni VENEZIA, Siderurgica Ravennate, Amici di Chartres, CMC, DOLLIA Costruzioni e Ristrutturazioni, la Bottega del Fabbro, ARCADIA e AZIMUT.

L’Associazione Dis-ORDINE e il comitato Tecnico-Scientifico del progetto composto da Giuliano Babini, Mariella Busi, Fulvio Fiorentini, Paolo Gueltrini, Marcello Landi, Edoardo Missiroli, Elena Pagani ringraziano: Elsa Signorino, Valentina Morigi, Gianandrea Baroncini, Carmela De Lorenzo, Daniela Bevilacqua, Giampiero Corelli, Giovanni Gardini, Luciana Notturni, Paolo Racagni, Valeria Ercolani, Giuseppe Rossi, Luca Chiesura, Mirca Antoniacci, Padre Claudio Ciccillo, Andrea Caccìa, Paolo Bezzi, Maurizio Piancastelli, Giovanni Fanti, Carlo Galassi, Monica e Paola Turchetti, Ugo Baldrati, Roberto Macrì, Gojart Dollia, Raffaele Ossani, Renza Rambelli.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI CHE ESPONGONO LE OPERE

Luciana Notturni

Luciana Notturni ha svolto gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico “G. Severini” di Ravenna conseguendo i diplomi di maestro d’arte e del corso biennale di specializzazione di mosaico e la maturità d’arte applicata. Ha iniziato l’attività di mosaicista nel 1970 fondando “Studio Officina del Mosaico di Luciana Notturni”, nell’ambito del quale l’hanno affiancata Marco De Luca e Paolo Racagni.
Sue opere sono presenti anche all’estero (Saint Apollinaris Church, 2003, California, Stati Uniti). Ha partecipato a numerose esposizioni (“Oggetti del Desiderio. Mosaico e Design”, Ravenna 1997, “La Forma e il Colore”, Rimini 1999).
Nel 1998 ha fondato nel proprio laboratorio la “Scuola artistica del Mosaico” dove insegna con corsi anche intensivi la tecnica musiva ravennate a persone di tutte le età con la collaborazione dei mosaicisti Bruna Zavatti, Annalisa Marcucci e Luca Colomba. Luciana Notturni svolge da oltre vent’anni un’intensa attività didattica.

Stefano Babini (classe 1964)

Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Ravenna inizia a collaborare con vari studi grafici della zona per poi approdare a monte delle più importanti Case Editrici di fumetti (Astoria, Bonelli). In seguito conosce Hugo Pratt che lo spinge a diventare autore completo, scrivendo le proprie storie oltre che disegnare. Gli viene assegnato il Romics D’Oro. Negli anni Babini ha collaborato con riviste di moda e col cinema. Attualmente ha creato una propria etichetta editoriale (Dark Crow) indipendente e sta lavorando al proprio personaggio, Lord Caine.

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