Sos di Ravenna al Miur: le scuole di mosaico sono in pericolo – Il Sole24Ore

«Forse è presto per parlare di emergenza, ma se non si pone rimedio finiremo che nelle classi di mosaico a trasmette il sapere e il mestiere del mosaicista saranno insegnanti d’arte che non hanno mai lavorato con le tessere». Chiara Francesconi, consigliera Pri del Comune di Ravenna, ribadisce il problema che ieri ha tradotto con il collega Giannantonio Mingozzi in un ordine del giorno per sollecitare un intervento di Regione e Governo sul Miur: a rischio c’è non solo la trasmissione della vocazione artistica territoriale legata al mosaico, ma la tutela di un patrimonio culturale e artistico inestimabile che Ravenna custodisce nei suoi monumenti paleocristiani e che nel 1996 ha portato al riconoscimento Unesco.

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Sia riconosciuta l’autonomia d’insegnamento del mosaico

Con un ordine del giorno depositato ieri durante i lavori del Consiglio comunale dal titolo “L’insegnamento di arte del mosaico nelle scuole secondarie superiori”, i Consiglieri del PRI Chiara Francesconi e Giannantonio Mingozzi chiedono all’amministrazione comunale di impegnare Regione e Governo affinché il MIUR riconosca l’autonomia del settore di insegnamento del mosaico al momento confluito genericamente nelle discipline pittoriche dopo la Riforma Gelmini.

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GIORNATA DELLA MEMORIA 2017 – QR CODE mosaico d’inciampo per ricordare La Storia di Roberto Bachi

Giornata della Memoria 2017 – Mosaico d’inciampo Scuola Mordani – Foto Giampiero Corelli

Giornata della Memoria 2017: un mosaico d’inciampo per non dimenticare la storia di Roberto Bachi

Venerdì 27 gennaio alle ore 11.30, alla presenza dell’Assessora alla Cultura del Comune di Ravenna on. Elsa Signorino, degli allievi e docenti della scuola Elementare Mordani, l’Associazione Dis-ORDINE – ex-allievi e insegnanti delle Scuole d’Arte di Ravenna ha installato davanti all’ingresso della scuola, a fianco della pietra d‘inciampo, una mattonella in mosaico raffigurante un QR CODE che inquadrato con qualsiasi smartphone o tablet rinvierà alle videointerviste degli ex-compagni di Roberto Bachi, per ricordare la sua storia.

Danilo Naglia, Silvano Rossetti e Sergio Squarzina presenti l’evento, nel frammento di video tratto dal servizio di RAI 3 Buongiorno Regione del 27 gennaio 2015 raccontano a ritroso la storia del compagno morto ad Auschwitz. Il piccolo mosaico, che si ispira alle opere del tedesco Gunter Demnig, incastonato in uno dei ciottoli della pavimentazione è stato realizzato da Serena Saporetti e Chiara Sansoni, ex-allieve della scuola elementare Mordani e del Liceo Artistico di Ravenna, come lo stesso Matteo Ramon Arevalos, autore delle improvvisazioni musicali per pianoforte e tessere di mosaico colonna sonora del frammento video LIBERTÀ E MEMORIA elaborato dall’Associazione Dis-ORDINE.

Un segno indelebile che racconta la memoria e le memorie della storia che lega Roberto Bachi alla città di Ravenna e alla scuola Mordani, agli studenti e a tutti gli operatori che hanno lavorato affinchè nella scuola questo Progetto didattico educativo promosso dagli ex-compagni di Roberto e dall’allora Direttore Didattico Giorgio Gaudenzi, sia di insegnamento e atto a sottolineare ciò che l’indifferenza e l’intolleranza possono provocare. Siamo orgogliosi di potervi rappresentare inoltre che il lavoro sul Progetto didattico Roberto Bachi, che è stato l’occasione per la realizzazione dell’opera Il viaggio di Roberto promosso da Ravenna Manifestazioni nel 2015, sarà in scena dal 26 gennaio prossimo al Teatro dell’Opera di Firenze.

Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato dal 2003 a vario titolo alla realizzazione del Progetto Roberto Bachi ed inoltre: Comune di Ravenna Sindaco Michele de Pascale Assessorato alla Pubblica Istruzione e Infanzia
 Assessorato alla Cultura il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Guido Novello” i bambini e gli ex-studenti della scuola Mordani 
 le docenti che dal 2003 hanno contribuito alla realizzazione del progetto Roberto Bachi
 i compagni di Roberto Bachi: Danilo Naglia, Silvano Rosetti e Sergio Squarzina, la Sig.ra Livia Pezzi Gaudenzi e famiglia, 
la Famiglia Bachi-Fubini, il coro Libere Note RAI 3.

Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato dal 2003 a vario titolo alla realizzazione del Progetto Roberto Bachi

ed inoltre:

Comune di Ravenna

Sindaco Michele de Pascale

Assessorato alla Pubblica Istruzione e Infanzia


Assessorato alla Cultura 

il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Guido Novello”

i bambini e gli ex-studenti della scuola Mordani 


le docenti che dal 2003 hanno contribuito alla realizzazione del progetto Roberto Bachi


i compagni di Roberto Bachi: Danilo Naglia, Silvano Rosetti e Sergio Squarzina 


la Sig.ra Livia Pezzi Gaudenzi e famiglia 


la Famiglia Bachi-Fubini 


il coro Libere Note 

RAI 3

In memoria del Direttore Didattico ex 2 circolo Ravenna dottor Giorgio Gaudenzi

 Ravenna, venerdì 27 gennaio 2017

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione

Dis-ORDINE dei CAVALIERI DELLA MALTA E DI TUTTI I COLORI ex-allievi e insegnanti delle Scuole d’Arte – Ravenna:

Mariella Busi – Fulvio Fiorentini – Giuliano Babini – Elena Pagani – Daniela Caravita – Dusciana Bravura – Stefano Cangini – Elisa Simoni – Federico Zanzi – Anna Togni – Agnese Navoni 

Presidente Marcello Landi

oltre che la referente del progetto Roberto Bachi scuola F. Mordani ins.te Catia Gori

 

Petizione per l’Accademia di Belle Arti in centro storico, anche Ravenna Possibile si associa

Anche Ravenna Possibile si associa all’Associazione Culturale ‘Dis-Ordine’ e le librerie Feltrinelli, Modernissima e Longo a sostegno dell’iniziativa per il ritorno nei palazzi pubblici del centro storico ravennate, della storica Accademia di Belle Arti e degli Istituti e laboratori connessi d’arte musiva e restauro, “vanto cittadino – sottolineano dal comitato – sin dal secondo dopoguerra, per un’offerta formativa innovativa e unica che caratterizzó Ravenna, nel mondo, come Capitale del Mosaico”.

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ACCADEMIA IN CENTRO – Raccolta firme per riportare l’Accademia in centro storico

L’Associazione Culturale Dis-ORDINE sulla questione sollevata dalla lettera aperta al Sindaco di Ravenna da alcuni studenti sul futuro dell’Accademia, pubblicata il 24 gennaio 2017 su Carlino e Corriere, dirama questo comunicato assieme alle librerie della città Libreria Longo via Diaz, Libreria Feltrinelli via Diaz, Libreria Modernissima via Ricci presso le quali, a partire dai prossimi giorni, partirà una raccolta firme a sostegno dei problemi enunciati.

La nascita dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, decisa nel lontano 1827, fu il risultato dell’evoluzione della comunità ravennate in seguito alle sollecitazioni della storia (soprattutto la dominazione francese e le modificazioni della sua struttura economica) e all’affermazione di una cultura in qualche modo finalmente laica e borghese. Per il Cardinale Rivarola delegato pontificio e i nobili locali l’insegnamento delle belle arti avrebbe migliorato la qualità dei mestieri, delle arti in generale e in particolare di quelle applicate, favorito, come scrissero in quell’occasione,”l’utilità e il decoro“. Oggi diremmo “economia ed estetica”, “sviluppo economico e bellezza”.

Decisiva per la riuscita del progetto fu la decisione di accorpare l’Accademia e la futura Pinacoteca nella fabbrica stessa del Monastero di Classe, che in continuità con la dominazione francese, era stata intelligentemente riconfermata di proprietà comunale. Fu in questo modo creato un vero e proprio centro propulsore di cultura straordinariamente attivo in tutto il secolo seguente: accanto all’Accademia e alla sua Pinacoteca con la riforma Gentile aprì anche il Liceo Artistico e nel ’24 con l’istituzione della Scuola del Mosaico venne definita una volta per tutte la vocazione assolutamente primaria ed esclusiva di Ravenna e dell’Accademia attorno al tema del Mosaico: restauro dei monumenti, loro valorizzazione, affermazione del mosaico come codice espressivo autonomo e infine dialogo e collaborazione stretta con la ricerca artistica italiana e mondiale e quindi forte sviluppo dell’attività produttiva sia nel corso degli anni trenta e quaranta, prima con la Scuola Bottega del Mosaico, poi col Gruppo Mosaicisti sempre all’interno della fabbrica classense.

Grazie a tutto questo, nel secondo dopoguerra Ravenna riuscì a presentarsi al mondo come la capitale del mosaico, non solo per i cicli musivi delle nostre basiliche e battisteri, finalmente e adeguatamente restaurati e narrati, ma soprattutto per un’offerta formativa unica al mondo, relativa a questa nobile: Accademia di Belle Arti, Laboratorio comunale Tesselle, Istituto Statale d’Arte Severini, Corsi di Formazione professionale, Corsi estivi Cism, Scuola del Restauro della Soprintendenza, senza contare un numero considerevole di botteghe private attive nel settore del restauro e della decorazione architettonica. Un’offerta formativa quindi molto articolata: dal livello primario a quello universitario o post universitario rivolta agli studenti italiani e stranieri.

Non è questo il momento di spiegare come questo primato, ancora attivo e fiorente negli Anni ’80, si sia progressivamente impoverito al punto che quei percorsi formativi sono stati TUTTI chiusi e la storica Accademia di Belle Arti di Ravenna ha subito due traslochi, prima alla Loggetta Lombardesca nel 1970, poi, separata dalla Pinacoteca, allontanata definitivamente dalla città in zona industriale e cimiteriale.

Oggi, dopo le denuncie e le segnalazioni da parte degli studenti e tenendo conto delle dichiarazioni del Sindaco De Pascale e della nuova giunta sulla cultura e sul mosaico come fattori determinanti per il futuro della nostra città, crediamo sia il momento di mobilitare tutta la cittadinanza attorno all’obiettivo inprocrastinabile e simbolico di riportare l’Accademia in centro a Ravenna in uno degli edifici nobili e prestigiosi di pubblica proprietà (Palazzo Rasponi, Palazzetto Anagrafe, Palazzo del Mutilato o altro), rifondando con forza la sua autonomia e il rilancio della sua storica vocazione, attraverso una riorganizzazione didattica dei programmi verso definiti obiettivi professionali e di mercato. Questo obiettivo stimolato dalla nostra Associazione, potrà essere realizzato tuttavia solo col sostegno e la collaborazione di una cittadinanza attiva e consapevole a cominciare dalla sottoscrizione di impegno presso le librerie di Ravenna.

Il Consiglio direttivo dell’Associazione Dis-ORDINE

Mariella Busi, Marcello Landi, Fulvio Fiorentini, Giuliano Babini, Elena Pagani, Daniela Caravita, Dusciana Bravura, Stefano Cangini, Elisa Simoni, Federico Zanzi, Anna Togni, Agnese Navoni

Caro sindaco, l’Accademia deve stare in centro e non tra le industrie

Pubblichiamo la lettera aperta inviata al sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, da uno studente tedesco dell’Accademia di Belle arti di Ravenna per raccontare la sua incredulità avendo trovato la sede dell’istituto in una zona industriale tra benzinai e capannoni e non in centro storico come accade altrove con istituzioni simili.

Egregio sindaco Michele de Pascale,
sono un ragazzo tedesco della città di Heidelberg (padre italiano e madre tedesca), ho scelto di studiare a Ravenna per l’ammirazione verso il vostro patrimonio culturale e al riconoscimento indiscusso che possedete all’estero come città custode dell’antica arte del mosaico.
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